Clacson, lacrime e applausi per Elisa: l’ultimo saluto dei colleghi alla giovane autista Amt

Centinaia di addetti al trasporto pubblico hanno partecipato ai funerali della 25enne morta nell’incidente di via Perlasca. Sul sagrato striscioni, divise azzurre e il dolore dell’intera azienda

Due striscioni davanti alla chiesa hanno detto quello che, per molti, era impossibile pronunciare senza rompersi la voce: “Sarai sempre nei nostri cuori… Ciao Eli” e “Il tuo posto tra di noi rimarrà sempre”. È iniziato così, nel piazzale assolato della chiesa di Santa Maria Assunta del Serro, a San Quirico, l’ultimo saluto a Elisa Bozzano, la giovane autista di 25 anni dell’AMT morta dopo l’incidente stradale avvenuto la sera di mercoledì 17 giugno in via Perlasca.

A stringersi attorno alla famiglia sono arrivati in centinaia. Colleghi e colleghe in divisa azzurra, autisti, personale dell’azienda, amici, rappresentanti delle istituzioni, carabinieri, polizia locale, militi del soccorso e le ragazze della Genova Volley, squadra in cui Elisa Bozzano aveva giocato. Due bus non sono bastati per accompagnare tutti: molti hanno raggiunto San Quirico con auto e moto proprie. Chi era in servizio e passava davanti alla chiesa alla guida dei mezzi di linea ha salutato con il clacson, trasformando il rumore del traffico in un omaggio collettivo, insistente, commosso.

La chiesa e il sagrato si sono riempiti di un dolore composto ma visibile. Quello di una famiglia che ha perso una figlia, quello di una comunità aziendale che ha perso una collega giovanissima, quello di un quartiere e di una città colpiti da una morte improvvisa e difficile da accettare. Elisa Bozzano era una delle giovani leve del trasporto pubblico genovese, una ragazza che aveva scelto un lavoro esposto, quotidiano, fatto di turni, strade, passeggeri e responsabilità. Per questo la presenza massiccia dei colleghi non è stata soltanto un gesto formale, ma il segno di un’appartenenza.
Durante la cerimonia funebre, il viceparroco padre Hugo Abundis ha parlato di un dolore che lascia senza parole. «Fratelli e sorelle, oggi siamo qui con il cuore ferito», ha detto dal pulpito. «La morte di Elisa Bozzano, così giovane e così improvvisa, ci lascia senza parole. E forse oggi il silenzio dice più di tanti discorsi». Il sacerdote ha ricordato che la fede non offre una spiegazione immediata al perché di una tragedia, ma una speranza: «Le anime dei giusti sono nelle mani di Dio. È una promessa che oggi vogliamo stringere nel cuore. Elisa Bozzano è nelle mani di Dio».
Poi l’affidamento, nel momento più difficile per chi resta: «Oggi non abbiamo tutte le risposte, ma abbiamo una certezza: Dio ama Elisa Bozzano ancora più di quanto noi abbiamo potuto amarla. E noi la affidiamo a Lui con fiducia e la speranza di poterla un giorno ritrovare nella gioia della vita eterna».
Alla fine della funzione, quando il feretro è uscito dalla chiesa, il sagrato è esploso in un lungo applauso. È stato il primo di una serie. Ogni passaggio dei bus di linea davanti alla chiesa è diventato un nuovo saluto, accompagnato dal suono del clacson. Un rito spontaneo e potentissimo, con cui gli autisti in servizio hanno voluto esserci anche da dentro il proprio turno, anche da dietro il volante, anche solo per pochi secondi.
Accanto ai parenti erano presenti anche i vertici dell’Amt. Il direttore generale Nicola Pascale, intervenuto anche a nome del presidente del consiglio di amministrazione Federico Berruti, ha espresso il cordoglio dell’intera azienda. «La scomparsa di Elisa Bozzano ci ha colpito profondamente e ha lasciato un grande senso di dolore e costernazione in tutta l’azienda», ha detto a margine della cerimonia. «Il suo ricordo resterà vivo in tutti noi, soprattutto tra i colleghi e le colleghe che hanno potuto condividere il loro percorso professionale con lei, e lo conserveremo nel tempo. Nel giorno dell’ultimo saluto a Elisa Bozzano, ci uniamo con profonda commozione al dolore della sua famiglia e di tutte le persone che le hanno voluto bene. Ciao Elisa Bozzano, sarai sempre con noi».
Il lutto ha attraversato anche la comunicazione interna dell’azienda, che ha riservato la prima pagina del portale aziendale allo striscione dedicato alla giovane autista. Un segno ulteriore di una ferita che non riguarda soltanto chi la conosceva da vicino, ma un’intera comunità di lavoro.
Tra i presenti anche i consiglieri regionali Armando Sanna e Federico Romeo e l’assessore comunale alla mobilità e ai trasporti Emilio Robotti. Tutti hanno assistito a una cerimonia segnata da gesti semplici: divise, occhi lucidi, mani strette, clacson, applausi, silenzi. Al termine delle esequie, il feretro è stato trasferito dal personale di Azienda servizi funebri al cimitero di Staglieno per la cremazione.
Il saluto dei colleghi ha lasciato un’immagine destinata a restare: una comunità intera raccolta davanti a una chiesa, il blu delle divise sotto il sole, i bus che passano e suonano per Elisa Bozzano, il suo posto che, come recitava lo striscione, rimarrà per sempre tra loro.
Al termine delle esequie, il feretro è stato trasferito dal personale di Asef al cimitero di Staglieno per la cremazione.
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